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Gelato furbo senza gelatiera che non ghiaccia

Oggi, ispirata dal caldo infernale che mi circonda, vi lascio la ricetta di un gelato fantastico che ho imparato a conoscere grazie alla mitica Martha Stewart!!!! Si prepara in poco tempo, senza gelatiera, senza dover mai girare il composto una volta messo in freezer e con solo 3 ingredienti!!! Tutto questo grazie alla presenza dell’alcool che blocca la formazione del ghiaccio. Questa è la ricetta base dalla quale potrete creare i gusti che volete.

GELATO FURBO SENZA GELATIERA CHE NON GHIACCIA

500 ml di panna da montare zuccherata (io uso la Hoplà perché il risultato è assicurato) o panna fresca liquida da montare
397 g di latte condensato zuccherato (la lattina)
2 cucchiaini di estratto di vaniglia (se volete un gelato al sapore di vaniglia, altrimenti sarà al fiordilatte)
2 cucchiai di liquore tipo Vov o Bourbon o crema al whiskey

Montate la panna a neve ben ferma.
A parte mescolate il latte condensato con il liquore e 2 cucchiaini di estratto di vaniglia.
Amalgamate tutti gli ingredienti mescolando dal basso verso l’alto, in modo da non smontare il composto.
Mettete il tutto all’interno di un contenitore, va bene anche lo stampo per plumcake coperto con la pellicola, e lasciate riposare per circa 6 ore in freezer. NON SERVE GIRARLO!!! Al termine del periodo di congelamento sarà pronto per essere gustato!

NOTA BENE: Questa è una ricetta che fornisce la base per un ottimo gelato senza gelatiera, dalla quale potete sbizzarrirvi per creare i gusti che più vi piacciono. Per esempio, per un gelato al cioccolato basta aggiungere 30 gr di cacao al latte condensato, oppure potete variegarlo con un topping all’amarena per creare il gusto spagnola, o potete aggiungere del caramello, o cocco rapè o gocce di cioccolato e così via… buona merendaaaaa

basi/ Crema pasticcera/ Crostate/ Dolci/ Fragole/ Frutta/ Senza categoria

Crostata di fragole con frolla veloce all’olio

E dopo un anno di pausa sono pronta per riprendere in mano il mio blog… questa volta sono davvero carica e bisognosa di ritrovare i miei spazi e le mie passioni. La nascita del mio secondo figlio ha scombussolato gli equilibri vitali, ovviamente la priorità si è spostata sulla mia famiglia e mi è rimasto poco tempo per me stessa… ma adesso mi sono ripromessa di dedicarmi al mio blog come valvola di sfogo, soprattutto perché cucinare continua ad essere la mia più grande passione.

Ritorno con un grande classico che piace a tutti, la crostata di fragole con frolla all’olio, frolla che ho scoperto grazie alla bravissima Enrica del blog chiarapassion. Preparata come dessert x il compleanno del mio papà

CROSTATA DI FRAGOLE CON FROLLA ALL’OLIO


Ingredienti:

280 g di farina 00

100 g di zucchero

1 uovo intero

1 tuorlo

80 g di olio di semi di arachidi

1 cucchiaino di lievito per dolci

1 limone buccia grattugiata

1 pizzico di sale  

In una ciotola  unite lo zucchero, il pizzico di sale, l’olio, l’uovo intero ed il tuorlo. Mescolate con una forchetta, unite man mano la farina setacciata con il lievito e la buccia di limone, fino a quando inizia a formarsi l’impasto, poi smettete di usare la forchetta e incorporate con le mani la restante farina.
A questo punto potete utilizzare subito la frolla oppure avvolgerla nella pellicola e conservarla in frigorifero.
Stendete la pasta con un  mattarello conferendogli una forma rotonda, imburrate e infarinate uno stampo per crostate (il mio è da 26 cm) trasferite la frolla nello stampo tagliando i bordi in eccesso.
Dovendo cuocere la frolla a vuoto in quando dovrà essere farcita a fresso, vi conviene bucherellare con una forchetta la superficie e poi metterci sopra un foglio di carta forno e dei fagioli affinché il loro peso possa mantenere la forma della frolla, altrimenti rischia di gonfiarsi.
Cuocete in forno statico a 180 gradi per 35 minuti o fino a doratura.

Per la crema pasticcera:

500 ml di latte intero

4 tuorli

150 gr di zucchero

70 gr di amido di mais

scorza di un limone

 In un pentolino fate scaldare il latte senza farlo bollire, aggiungendo la scorsa del limone lasciata in pezzi grossi, senza prendere la parte  bianca che resterebbe amara.
A parte montate le uova con lo zucchero, poi aggiungete l’amido di mais mescolando bene con una frusta per non far formare grumi.
Togliete dal latte riscaldato la scorza di limone e versatelo bella ciotola con il composto di uova. Mescolate velocemente.
Adesso rimettete sul fuoco e mescolate continuamente con un cucchiaio di legno finché la crema si addensa.
Versate la crema in una bacinella, copritela con la pellicola e raffreddate velocemente immergendola a bagnomaria in una ciotola con acqua ghiacciata affinché si blocchi la coagulazione.
Adesso lavate e tagliate a rondelle 400gr di fragole.
Versate la crema pasticcera nel guscio di frolla e poi disponete le fragole a vostro piacere.

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LE RAVIOLE DEL PLIN AL BRASATO DI BARBERA

Eccomi qui, dopo una bella pausa. 
Dopo il mio matrimonio e il viaggio di nozze ci siamo fatti un’altra vacanzina in Salento e al rientro è iniziata la maratona per l’organizzazione dell’addio al celibato e al nubilato del mio fratellino e della mia cognatina. Sabato scorso mio fratello si è sposato!!! Che emozione!!!! 
Vederlo elegantissimo, rigido per la paura ma allo stesso tempo felice, con gli occhi che brillavano dalla gioia, è stato meraviglioso!!! Sono proprio contenta che tutto sia andato bene, che il tempo li abbia assistiti e che nulla sia andato storto!!! Adesso i miei genitori ci hanno sistemati e possono cominciare a pensare a sè stessi!!!!
Come potete capire ho avuto da fare durante la mia assenza dal blog!!!
Oltre a queste cose, ho un progetto in corso che mi riempie le serate, una cosa a cui tengo moltissimo e che però mi tiene lontana da voi più del previsto. Ma ripeto: non lascio il mio blogghino!!!
E il mio rientro è dedicato all’MTC che, grazie ad Elisa, questo mese mi ha permesso di preparare i miei adorati ravioli del plin!!! Sono Piemontese e pertanto li adoro!!!!!
Per rispettare le mie origini ho voluto utilizzare un condimento che non si discostasse troppo dall’originale e che comprendesse ingredienti regionali. Ho farcito e condito le raviole con un buon brasato di manzo al Barbera…. Un accoppiamento ben riuscito!!! Finiti in un battibaleno!!!
Per la ricetta della pasta fresca e per il procedimento di chiusura mi sono affidata alle istruzioni di Elisa. Ecco le mie raviole:

RAVIOLE DEL PLIN AL BRASATO DI BARBERA

Ingredienti per la sfoglia:
200 g di farina di grano tenero 0
1 uovo intero (grande)
2 tuorli (grandi)

Ingredienti per ripieno e condimento:
1Kg di polpa di manzo
1 litro di vino Barbera
Una cipolla
3 carote grandi
Mezzo spicchio d’aglio
50gr di burro
Olio EVO
Mezzo dado di carne
Pepe nero
Formaggio grattugiato
1 uovo

Procedimento:
Tagliate a rondelle le carote e sminuzzate la cipolla e l’aglio.
In una pentola antiaderente a bordi alti mettete a soffriggere il burro e l’olio EVO, aggiungendo mezzo dado.
Prendete la carne, asciugatela con carta assorbente e adagiatela nel
tegame, giratela più volte in modo che “prenda colore” su ogni lato.
A questo punto versate nel tegame anche le cipolle, l’aglio e le carote;
fatele rosolare per 10 minuti affinchè le carote possano iniziare ad
ammorbidirsi.
Trascorso il tempo indicato, ricoprite la carne con un litro di vino
Barbera (che ha un sapore molto intenso) ed un bicchiere d’acqua.
Insaporite con del pepe nero.
Lasciate cuocere a fuoco lento, coprendo con un coperchio, per 2 ore girando la carne ogni 30 minuti.
Terminata la cottura riponete la carne in un piatto da portata e tagliatela a fette.
Mettete la carne spezzettata in un frullatore, aggiungete un po’ del liquido rimasto nella pentola, un uovo e del formaggio grattugiato, tritate tutto: il ripieno per i ravioli è pronto!
Preparate la pasta: Mettere la farina a fontana e rompervi all’interno le uova. Mescolare le
uova e la farina partendo dall’interno e incorporando poco per volta la
farina. Impastare per una decina di minuti con i palmi delle mani finché si ottiene un composto liscio e compatto. Coprire con
pellicola alimentare e far riposare per una trentina di minuti.
Tagliare pezzi di pasta e, con l’apposita la macchinetta, tirarla molto sottile:

Con l’aiuto di uno o due cucchiaini formare delle piccole palline di
ripieno (grosse all’incirca come delle nocciole) e disporle sulla
sfoglia, a poca distanza l’una dall’altra.
Piegare la sfoglia e pizzicare la pasta tra una pallina e l’altra. Dopodiché tagliare i ravioli con la rotella, partendo dalla
parte chiusa e muovendosi verso i due lembi sovrapposti. 
Una volta che le raviole saranno pronte, cuocetele in acqua salata e conditele con il sugo di brasato ottenuto passando al minipimmer il sughetto creatosi con la cottura del brasato. Deliziosi!!!
Con questa ricetta partecipo all’MTC di settembre:
A presto!!!
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I pici al ragù bianco di anatra per l’MTC

Ebbene si, sono entrata a far parte del grande mondo dell’MTC,
un mondo che mese dopo mese, leggendo i post di chi vi partecipava, mi
incuriosiva. Mi ritrovavo a “sfogliare” le ricette altrui preparate per la
sfida e a pensare: “se fossi stata una di loro, io cosa avrei cambiato?” e via
così… finchè un giorno ho deciso, ho scritto una mail ad Alessandra e sono
entrata nella squadra.
E per me è stata una grande gioia scoprire che la ricetta di
Gennaio l’avrebbe scelta Patty. Lei è una persona da cui si può imparare
davvero tanto, precisa in tutte le sue spiegazioni, disponibile in caso di
bisogno, insomma, la mia nuova avventura non poteva iniziare meglio!!!!
Preparare i pici è stato emozionante, ho passato la domenica
mattina a tirarli e a guardarli speranzosa… Ho iniziato lentamente e poi, piano
piano, ci ho preso la mano e sono riuscita a velocizzarmi!!!  Non potevo sbagliare, Patty è stata chiara, ha
spiegato tutto nei dettagli ed infatti il risultato è stato perfetto!!!
Perfetto non per la forma,  ma nella
sostanza!!!! Grazie Patty!
Ebbene, il condimento deve essere legato alla cucina
contadina o rustica: io non sono stata originale forse, ma abbiate pazienza, è
la mia prima volta!!!
Ho pensato ad una fattoria, in cui razzolano tanti animali,
fonte di sostentamento per gli abitanti del rustico casolare,  con un grande orto coltivato con amore e
distese di coltivazioni, vigne, frutteti… Un paradiso terrestre! Questi sono i
veri valori, che tengono unite le famiglie grazie all’amore per la terra e alla
fatica quotidiana, valori ormai quasi totalmente perduti… purtroppo…
Da qui nascono i pici al ragù bianco di anatra in cui si
sposano il sapore forte dell’anatra, la dolcezza della carota, il sapore
intenso del vino rosso.
PICI AL RAGU’ BIANCO DI ANATRA
I pici di Patty:
200 gr di farina 00
100 gr di farina di semola rimacinata
2 generosi cucchiai d’olio extra vergine
1 pizzico di sale
acqua – qb –
Nota: La quantità
di acqua è variabile dal tipo di farina che userete. In genere per questa
quantità di farina un bicchiere o poco meno è sufficiente, ma sta a voi osservare quanta ne
incorpora il vostro impasto per essere morbido e malleabile.
La
proporzione dell’uso delle 2 farine è sempre 2:1, ovvero due parti di
00 ed una di semola rimacinata che conferisce struttura all’impasto. In
questa maniera non avrete bisogno di uova. 
Fate la fontana con le due farine miscelate. Versate l’olio,
il pizzico di sale e cominciate a versare lentamente l’acqua, incorporando la
farina con una forchetta. Attenzione al sale. Non esagerate perché questo
indurisce la pasta.
Quando la pasta comincerà a stare insieme, cominciate ad
impastare con energia utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi. Se
necessario, aggiungete acqua o farina.
Piegate la pasta su se stessa come quando impastate la pasta
all’uovo e non stirate mai troppo l’impasto per non sfibrarlo. 
“Massaggiate”
con energia per almeno 10 minuti. Ricordatevi che la vostra “palla” di pasta è
una cosa viva, dovete volerle bene.

Dovrete ottenere una pasta liscia, vellutata e abbastanza
morbida.  

Fate riposare una mezz’ora
avvolta nella pellicola.

Quando la pasta è pronta, tagliatene un pezzetto
e fatene una pallina, quindi sulla spianatoia stendetela con il matterello ad
uno spessore di 1 cm. Con un tagliapasta o un coltello affilato, tagliate
tante striscioline larghe c.ca 1 cm e coprite il resto della pasta con la
pellicola affinché non si secchi.
Cominciate
a “filare” i pici
, rollando la pasta con il palmo delle mani e
contemporaneamente stirandola verso l’esterno. 
Quando si tirano pici molto lunghi, la tecnica è quella di tirarli da un lato tenendo l’altra estremità con il palmo e piano piano allungandoli fino ad esaurire la pasta. Una volta tirato il vostro picio, fatelo rotolare nella farina di semola o di fioretto affinchè non si appiccichi agli altri. Una pasta morbida e profumata si tira con estrema facilità. 
Per il condimento:
500 gr di petto e coscia di anatra macinate
2 scalogni
Una carota grande
Un bicchiere e mezzo di vino rosso
Olio EVO
Mezzo dado

Lavate e tagliate le carote e gli scalogni.
Preparate il soffritto con carote, scalogni, olio EVO sufficiente a ricoprire le carote, mezzo dado.
Fate cuocere per 10 minuti circa poi aggiungete la carne di anatra e fatela rosolare su tutti i lati finchè avrà preso colore.
Sfumate con il vino rosso e lasciate cuocere per 40 minuti mescolando ogni tanto.
Assaggiate durante la cotture e aggiustate di sale.
Cuocete i vostri pici in abbondante acqua salata con un goccio d’olio, scolateli e conditeli con abbondante ragù!!! Una bontà!!!

E con questa ricetta partecipo EMOZIONATA all’MTChallenge di Gennaio:

 

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Piadina Romagnola e… vado in vacanza!!!

Ciao amiche care,
questo è l’ultimo post che scrivo prima di partire, un post con cui vorrei salutarvi e darvi appuntamento alla fine di agosto, un post con cui vorrei dirvi che MI MANCHERETE, tanto, anzi tantissimo… e lo dico sinceramente…
Ormai voi siete le mie care amiche, con voi ho un appuntamento costante che mi riempie la vita e di cui non voglio più fare a meno… e in queste settimane in cui sarò lontana non potrò fare a meno di pensare a voi e di chiedermi “Chissà cosa stanno facendo?” “Chissà se sentono la mia mancanza?” “Chissà se al mio ritorno saranno lì ad aspettarmi?”, ma so che ci sarete, so che anche voi farete le vostre vacanze e poi ci ritroveremo qui, nei nostri blog, riposate e cariche per ricominciare insieme.
Sono tante le cucciole che mi mancheranno, non voglio fare nomi ma tutte coloro che mi amano e che ricevono il mio affetto sanno che mi riferisco a loro!!!!! Loro che mi hanno fatta sentire importante, che non mi lasciano mai sola, che non si stancano mai di passare a darmi un saluto, che mi trasmettono con le parole tutto il loro affetto… Grazie ragazze, vi voglio bene!!!!!
Ce ne andiamo in California, faremo un tour della costa, sarà una vacanza molto stancante ed impegnativa, ci sposteremo quotidianamente in macchina, visiteremo più città possibili, alternandoci alla guida e dormendo quanto basta per ripartire. Ma sarà anche una vacanza di scoperte, di paesaggi indimenticabili, di nuove conoscenze… 
Dovevamo fare tappa alle Hawaii prima di rientrare in Italia, ma abbiamo dovuto cambiare idea perchè, già il tour in California ci costerà parecchio e le Hawaii avevano costi improponibili… ma direi che posso ritenermi soddisfatta così!!!!!
Adesso passiamo alla ricetta: quando Tiziana, romagnola vera, ha pubblicato la ricetta della sua piadina, non ho saputo resistere, dovevo farla!!!!! E poi, so che ogni sua ricetta è una garanzia quindi, perchè non provare???? Ed infatti, come immaginavo, non sono rimasta delusa!!!! Il mio Luca non riusciva a smettere di mangiarle!!!!! Eccole:

PIADINA ROMAGNOLA

Ingredienti (come Tiziana insegna) – io ne ho fatte 6:
500gr di farina 00
50gr di strutto
250ml di latte
12gr di sale (io Gemma di mare)
1 bustina di lievito x dolci

1 cucchiaino di miele 
Procedimento: 
In una ciotola mettete la farina setacciata con il lievito.
Fate un buco al centro e versateci il latte tiepido, aggiungete il sale e il miele.
Impastate con una forchetta e, quando possibile, continuate con le mani.
L’impasto dovrà essere morbido.
Lasciatelo riposare per 15 minuti (io l’ho lasciato un’ora).
Dividete l’impasto in palline, io ne ho fatte 6, e appiattitele.
Stendetele una ad una con un mattarello.
Io le ho cotte in una padella per crepes antiaderente per 5 minuti l’una, girandole una volta per lato.
Farcite a piacere e servite!!!!